Finalmente vi siete decisi! Il vostro alluce valgo ha le ore contate; l’intervento è già programmato e il chirurgo ve lo ha assicurato: niente più dolore. 

Indosserete di nuovo le vostre scarpe preferite, riprenderanno le lunghe camminate e le vostre attività sportive e potrete sbarazzarvi  di tutti i tutori che vi hanno aiutato in questi anni ma che , alla fine, non hanno impedito l’operazione.

In effetti, è proprio cosi! O dovrei dire… quasi sempre è cosi.

Intervento finito: tutto bene, anzi benissimo.

Ora avete un bell’alluce dritto; certo… la caviglia è un po' gonfia, la zona è un po' dolente e per ora non potete camminare bene poiché il piede deve essere fasciato e protetto in una spessa fasciatura, ma tutto è nella norma.

Vi recate al primo controllo e il chirurgo, contento del risultato, vi dice che ora l’unica cosa che dovrete fare per recuperare completamente sarà camminare.

 

GRANDISSIMO ERRORE 

 

Spesso, arrivano nel mio studio, a distanza di qualche mese pazienti che hanno ancora dolore e che soprattutto non riescono camminare nel modo corretto.

Il consiglio del chirurgo non era sbagliato, ma purtroppo non è valido per tutti; è fondamentale, in un percorso di ripresa, tener conto della situazione pre-operatoria.

Purtroppo, l’intervento per quanto sia risolutivo, non potrà cancellare magicamente tutti i dolori e gli scompensi che si sono creati nel corso degli anni come la retrazione muscolare a carico dell’arto inferiore e di tutta la catena posteriore, la rigidità articolare e le alterazioni posturali causate da una non corretta deambulazione che potrebbero avervi causato, ad esempio, una lombalgia o un dolore all’anca o al ginocchio.

Alla fine il paziente si ritrova insoddisfatto poiché la rapida ripresa è diventata un miraggio e i tempi di convalescenza si sono allungati notevolmente.

A questo punto scatta la famosa domanda del paziente : ora cosa faccio?

La prima cosa che farò è consigliarvi, di seguito, una serie di esercizi che potete e dovete fare a casa:

 

prime fasi post - operatorie 

                                                                                        
Flessione ed estensione della caviglia
   Allungamento del gastrocnemio
Rotazioni della caviglia
   Rotazioni della caviglia

 

 

dopo aver tolto la fasciatura

 

 

Utilizzare una pallina da tennis per eseguire un massaggio della fascia plantare.

Far scorrere la pallina in senso antero-posteriore e, facendo delle rotazioni, in senso orario e antiorario. 

È utile soffermarsi qualche secondo, facendo una leggera pressione,  sui punti più dolorosi.

 

 

 

 

 

 

Camminare a piedi nudi in casa, cercando di enfatizzare  il movimento del piede a terra, eseguendo bene la sequenza tallone-pianta-punta.

 

 

 

 

 

Raccogliere oggetti (piccole palline di carta, un fazzoletto, una penna…) da terra facendo una flessione delle articolazioni metatarsofalangee e interfalangee.

 

 

 

  

Se possibile, camminare scalzi su terreni di diversa consistenza

 

 

 

 

 

Esercizi in sabbia

- camminare

- spostare la sabbia da un lato all’altro utilizzando il piede

- raccogliere la sabbia con le dita del piede

- scavare una piccola buca con il piede

 

 

Riprendere gradualmente le attività di vita quotidiana, rispettando il dolore e i grado di affaticamento iniziale

 

 

 

 

Oltre all’esecuzione di questi esercizi reputo fondamentale, per ottimizzare il risultato dell’intervento chirurgico, sottoporsi a dei trattamenti osteopatici per poter lavorare sia localmente sul piede e sia globalmente sul resto del vostro corpo per eliminare  i  possibili  squilibri conseguenti ad un cattivo appoggio plantare. 

 

Il trattamento osteopatico prevederà:

 

  •  

manipolazioni e mobilizzazioni articolari a carico delle articolazioni del piede, dell’ articolazione tibio-tarsica, del ginocchio e dell’anca per ristabilire una giusta funzionalità di tutto l’arto inferiore

 

 

 

 

tecniche fasciali per evitare aderenze nella zona della cicatrice e per liberare il passaggio degli elementi nervosi e vascolari affinché si possa drenare più velocemente la zona del piede e della caviglia che probabilmente, sia per gli esiti dell’intervento e sia per l’immobilità, apparirà gonfia ed edematosa

 

 

 

 

trattamento di altri distretti corporei, anche a distanza della zona interessata, che dopo opportuni test saranno risultati  in disfunzione, nell’ottica di ristabilire un giusto equilibrio posturale

 

 

 

 

A questo punto, avete tutti gli strumenti utili per affrontare il vostro periodo di convalescenza nel migliore dei modi; ovviamente è importante consultarvi sempre con il vostro chirurgo, sia per chiedere consigli e suggerimenti ma anche per aggiornarlo sulle vostre condizioni e sul lavoro che porterete avanti insieme al vostro osteopata.

 

 

Dott. Cristian Bruno

Osteopata D.O. 

Fisioterapista della Nazionale di Atletica Leggera

www.cristianbruno.it

 

CRISTIAN BRUNO

Osteopatia e Fisioterapia

Sono Cristian Bruno, sono nato ad Ostia, dove tutt’ora abito e lavoro.
Mi occupo di OSTEOPATIA e FISIOTERAPIA, dopo un percorso di studi che mi ha portato a conseguire nel 2006 la Laurea in Fisioterapia presso l’Università di Tor Vergata – Roma e, successivamente, a frequentare la scuola di Osteopatia prima presso l’European Osteopatich Project (EOP) e poi presso la META OSTEOPATIA.

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